La nuova tecnologia Benelli che nobilita la canna, proteggendola da corrosione, abrasione, usura e agenti esterni.
Niente più manutenzione e oliatura: solo bellezza, piacere e praticità.
 
Valore diamante
 
L’idea che l’uomo sia cacciatore è consolidata nella storia, anche se molte donne oggi cacciano.
Ma che al maschio di quasi ogni specie, in natura, tocchi il compito di render solida la famiglia, procurarle il cibo, proteggerne gli affetti, è una realtà.
Una realtà che nel diamante trova il simbolo perfetto.
Durezza, tenacità, trasparenza, preziosità, sono i valori che evoca il diamante.
Per questo da molti secoli è il regalo d’amore più ambito, come intuì l’imperatore Massimiliano d’Asburgo, che per primo lo donò alla promessa sposa Maria di Borgogna nel 1477.
Peccato lei non abbia potuto ricambiare: il Raffaello BeDiamond, con la tecnologia BE S.T., non era ancora stato inventato.
BE S.T. è il nuovo coating antiusura e anticorrosione per il diamante di casa Benelli.
 
Cambia tutto: l’eleganza e la funzionalità del coating BE S.T.
 
Intendiamoci: non siamo certo nel clima del “C’era una volta”. È vero che la sua scoperta risale all’antichità, eppure la brunitura è ancora oggi il trattamento protettivo utilizzato dalla maggior parte dei costruttori per preservare la superficie esterna delle canne dall’umidità dell’ambiente di caccia.
A parte l’aspetto funzionale, la brunitura ha anche una innegabile valenza estetica: a differenza di altri trattamenti, come la verniciatura, preserva la finitura sottostante, la bellezza del lucido, e ha un elegante colore nero.
 
A oggi, nonostante le evoluzioni tecnologiche e nell’era dell’industria 4.0, non si era ancora trovato un trattamento alternativo, capace di unire alla valenza estetica una migliore resistenza alla corrosione, all’abrasione e all’usura, quindi un perfetto connubio tra prestazioni e bellezza. 
Questo vuoto tecnologico ha accompagnato tutta l’industria armiera mondiale per centinaia di anni. Poi Benelli ha messo a punto il processo di rivestimento denominato BE S.T.
 
Il diamante che rispetta la natura
 
Il processo BE S.T. fa uso di una tecnologia ibrida altamente innovativa,  messa a punto negli ultimi anni e tuttora in fase di sviluppo, per realizzare un rivestimento che ha caratteristiche simili ad un diamante: elevatissima durezza, preziosità estetica e resistenza alla corrosione, senza bisogno di manutenzione con olio protettivo.
In una società sempre più attenta e sensibile alle valenze ecologiche, a differenza degli attuali trattamenti, BE S.T. è una tecnologia del tutto ecologica, in quanto non produce reflui né emissioni dannose per l’ambiente, rappresenta uno dei processi a minor impatto ambientale scelto a livello europeo per la sostituzione dei rivestimenti tradizionali, infatti le emissioni e gli scarti sono praticamente nulli.
Il sofisticato processo di deposizione del trattamento si effettua nello stabilimento di Urbino attraverso un impianto realizzato interamente in Italia, e appositamente su specifiche Benelli. L’impianto fa uso della tecnologia ad alto vuoto e delle proprietà catalitiche del plasma, che permettono il verificarsi di reazioni chimiche altrimenti impossibili alle basse temperature necessarie per preservare le caratteristiche meccaniche canna.
 
Sorgenti ioniche, plasma e carbonio: la ricetta del diamantoide
 
Una sezione dell’impianto fa uso di sorgenti ioniche allo stato solido di ultima generazione, che permettono la deposizione di strati compatti e privi dei difetti puntiformi (potenziali inneschi corrosivi) caratteristici di altre tecnologie in uso.
Un’altra sezione dell’impianto utilizza una sorgente di plasma a radiofrequenza in grado di dissociare i precursori gassosi che vengono introdotti in camera, in modo da creare le condizioni per la loro deposizione. 
Il processo BE S.T. di Benelli impiega un precursore liquido, coperto da segreto industriale, che viene vaporizzato prima di entrare in camera.
Il precursore liquido anche detto diamantoide, è la chiave per realizzare uno strato esterno che ha caratteristiche simili al diamante, in quanto contiene catene di idrocarburi in cui il carbonio forma legami di tipo sp3, caratteristici per l’appunto del diamante. 
 
Durevole, potente, tenace, resistente: l'eleganza del nero assoluto
 
Lo strato depositato è formato da un reticolo di carbonio e idrogeno, ha microstruttura amorfa, è chimicamente inerte e molto duro, mentre il substrato in acciaio ha microstruttura cristallina, è chimicamente reattivo e relativamente tenero. Il rivestimento applicato direttamente sull’acciaio ha dunque una bassa adesione, a causa della scarsa affinità chimico-fisica col substrato: per questo motivo è necessario uno strato intermedio con caratteristiche che gradualmente si trasformano da metalliche a intermetalliche, simili alle proprietà di elevata durezza, tenacità, resistenza al calore, all’usura e alla corrosione che ha appunto il diamante.
Oltre alla fase di deposizione, il ciclo di lavoro comprende anche le fasi di pre e post trattamento. Un processo produttivo molto complesso, per il quale sono stati necessari anni di ricerca e di messa a punto: la sua difficoltà ha dissuaso molti dal perseguire questa strada.
Benelli è la prima azienda al mondo a riuscire nell’impresa di applicarlo ai fucili.
Il ciclo di rivestimento è molto delicato, i parametri in gioco sono numerosi e richiedono di essere tenuti sotto controllo continuamente: per questo motivo l’impianto di BE.S.T. è completamente computerizzato e condotto da personale laureato altamente qualificato, oltre a essere inserito in un contesto di real Industry 4.0.
Anche dopo il trattamento di deposizione è necessaria una serie di operazioni per dare al rivestimento l’aspetto estetico finale, che lo rende brillante, elegante, piacevole alla vista e al tatto, simile, appunto, al più prezioso dei gioielli. II suo colore, misurabile mediante uno spettrofotometro, è il nero assoluto: privo di tinta e così intenso che, al suo confronto, una canna brunita sembra grigia.
 
A prova di ambienti estremi: la caccia senza limiti
 
La validazione del processo è stata eseguita mediante una serie di field-test negli ambienti più estremi, in varie parti del mondo, dove i carichi di salinità e umidità generano un’azione fortemente corrosiva, ambienti non difficili da incontrare in un habitat di caccia. I test sono durati 3 anni, con esito stupefacente: alla fine le canne erano ancora come nuove! 
La valutazione dei cacciatori coinvolti è stata eccelsa, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale.
In definitiva l’intero processo è frutto di un know-how acquisito nel rimuovere gli innumerevoli ostacoli che presenta l’implementazione di questa tecnologia d’avanguardia, a livello industriale, e ciò lo rende unico e difficilmente imitabile. 
 
Il diamante nero di casa Benelli ora brilla davanti ai nostri occhi.